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Godere appieno dei benefici apportati dalla nostra caldaia autonoma a produzione istantanea, significa anche poter usufruire di acqua calda per usi sanitari. Quante volte la nostra sospirata doccia rilassante si é trasformata in una scioccante doccia scozzese? Il problema molto spesso deriva da tre possibili cause (salvo cattivo funzionamento della caldaia):
1) Diffusore della doccia o dei rubinetti con fori chiusi dal calcare;
2) Pressione in rete insufficiente o incostante;
3) Cattiva regolazione della caldaia.
Vediamo di capire correttamente la natura del problema. Tutte le caldaie hanno dei limiti di funzionamento nella produzione di acqua calda, costituito dalla natura stessa della caldaia; un limite é costituito dalla portata minima di acqua affinchè la caldaia si accenda o rimanga accesa. Questo limite normalmente corrisponde a circa tre litri al minuto di portata. Il limite massimo invece é costituito dalla portata massima di gas al bruciatore. Per analogia possiamo affermare che con un fiammifero potremo scaldare un cucchiaino di acqua, mentre con lo stesso fiammifero non possiamo certo pretendere di scaldare una pentola. Per chiarezza cercheremo di capire inizialmente la terza ipotesi di cattivo funzionamento. Una doccia corrisponde normalmente ad una portata media di 8 litri al minuto di acqua. Se la caldaia eroga acqua troppo calda, per eseguire la doccia a temperatura corporea dovremo utilizzare molta acqua fredda miscelata con pochissima acqua calda.
In questa condizione potremo avere il verificarsi di una piccola variazione di portata a causa delle dilatazioni termiche del rubinetto o piccole variazioni di pressione che possono portare il flusso dell'acqua calda vicino al limite di accensione della caldaia (3 litri al minuto su 8 di portata totale). La doccia scozzese in queste condizioni é quasi assicurata. La condizione ottimale sarebbe quella di poter regolare la temperatura dell'acqua calda direttamente alla caldaia, eventualmente effettuando dei piccoli aggiustamenti con pochissima acqua fredda.
Moltissime caldaie dispongono della manopola di regolazione della temperatura dell'acqua calda per usi igenico-sanitari e non tutti sono informati circa il modo di utilizzo. Un caso particolare da menzionare é capitato allo scrivente, che facendo manutenzione alla caldaia di un meticoloso signore, intorno alla manopola in questione erano attaccate quattro etichette adesive con le seguenti diciture: "Giovanni", "Marco" , "Anna" e "Piatti". Chiaramente i componenti della famiglia avevano segnato la temperatura ideale per le loro docce e per l'uso domestico. Da notare che questo tipo di utilizzo influirà molto positivamente sui consumi e durata della caldaia poichè la bassa temperatura dell'acqua rallenterà estremamente la formazione di calcare, non solo nella caldaia ma in tutto il circuito dell'acqua calda rubinetti compresi. Purtroppo non tutte le caldaie dispongono di questo utilissimo accessorio e pertanto si possono verificare gli inconvenienti di cui al punto 1 e 2 già citati. Per ovviare al primo, non sempre si ottengono risultati apprezzabili con gli acidi in commercio, molte volte si dovrà provvedere con un grosso ago per cucito. Il secondo inconveniente si verifica normalmente in presenza di sistemi di autoclave mal regolati; quando il flusso dell'acqua varia continuamente, nelle caldaie a temperatura fissa probabilmente si provocherà un arresto momentaneo in una fase di bassa portata di acqua. Quest'ultimo caso é risolvibile solamente da un'idraulico che dovrà stabilizzare la portata di acqua.
di Fabrizio Fanfano

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Data - 9 Ottobre 2013

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