Il risparmio sui consumi e la sicurezza negli impianti di riscaldamento autonomi.

La diffusione del riscaldamento autonomo, ha portato nelle famiglie un comfort maggiore rispetto al riscaldamento centralizzato ma, indubbiamente dei consumi energetici elevati. La caldaia murale è spesso sconosciuta, come utilizzo, al proprietario; il quale si limita a seguire le scarne indicazioni dell'installatore e/o del manuale d'uso della medesima ed il risultato diventa economicamente gravoso e la sicurezza dell'impianto langue con possibili incidenti dovuti a scarsa informazione.

Possiamo affermare che si può ottenere un risparmio consistente già con la conduzione corretta dell'impianto di riscaldamento. Condurre un impianto, non vuol dire solamente accendere e spegnere la caldaia secondo le nostre esigenze, ma comporta una conoscenza più vasta del problema, alla luce del nostro obiettivo: ridurre tutti gli sprechi.

Per prima cosa (se non abbiamo le valvole termostatiche sui radiatori) dobbiamo pretendere dall'installatore, che il nostro impianto sia dotato almeno di termostato ambiente ma é meglio se abbiamo un cronotermostato.

Il termostato (o cronotermostato) é un elemento indispensabile per il risparmio energetico, infatti questi serve ad accendere e spegnere automaticamente la caldaia in funzione della temperatura impostata ed in modo oggettivo, non secondo la nostra impressione momentanea.

Il termostato ambiente per essere efficace, deve essere installato scrupolosamente secondo le seguenti indicazioni:

- altezza circa 1,5 m dal pavimento;

- lontano da fonti di calore o da spifferi esterni;

- almeno a 50 cm da angoli, mobili o sporgenze che impediscono la circolazione dell'aria;

- deve essere collocato in una posizione centrale che "senta" la temperatura media dell'appartamento.

Una volta in possesso del termostato ambiente funzionante dovremo "armarci" di un po' di pazienza, di un termometro (anche ad alcool del tipo di quelli da muro) e di uno spago abbastanza lungo e procedere con la seconda fase del nostro obiettivo.

Il bilanciamento dell'impianto di riscaldamento.

Per prima cosa, dovremo regolare la temperatura della caldaia (tramite l'apposita manopola) in maniera tale che la temperatura dell'acqua di riscaldamento alimenti i radiatori alla temperatura di progetto degli stessi, cioè 80°C ed il termostato ambiente sia regolato a 20°C.

Qui dobbiamo fare una pausa e spiegare i motivi di una temperatura così elevata secondo taluni.

Una domanda che ci viene rivolta molto spesso é la seguente: "E' vero che tenendo bassa la temperatura della caldaia si risparmia?

La risposta a questa domanda è un tuonante NO!

Infatti:

1) considerando che la maggior parte delle caldaie in commercio è dotata di modulazione automatica secondo la temperatura, e riducendo la potenza della caldaia diminuisce il rendimento intorno al 10% ( vedi diagramma in alto)

2) ferma restando la nostra pietra miliare che é il termostato ambiente regolato a 20°C, avendo i corpi scaldanti (radiatori) a 80°C, questi riscalderanno l'appartamento più velocemente poichè l'irraggiamento e la convezione sono in funzione diretta della temperatura del corpo stesso; e comunque non appena la temperatura ambiente arriva a 20°C la caldaia verrà arrestata dal nostro fatidico termostato ambiente. Il tempo di accensione della caldaia risulterà appena maggiore rispetto al solito, ma il tempo di spegnimento risulterà molto molto lungo.

Infatti, prima che la caldaia torni in funzione, si dovrà essere raffreddato tutto l'ambiente. Invece mantenendo bassa la temperatura di caldaia, poniamo circa 45°C, vedremo che la caldaia si accenderà e spegnerà ad intervalli regolari di 3-4 minuti (o peggio a fiamma ridottissima) e prima che l'appartamento si riscaldi passerà parecchio tempo. Se abbiamo un misuratore di gas (contatore), sarà sufficiente fare una lettura comparativa dei due metodi ed i risultati del confronto saranno stupefacenti.

Tornando al nostro obiettivo, dovremo procedere con il bilanciamento dell'impianto. Se misuriamo la temperatura delle varie stanze dell'appartamento, noteremo una grossa differenza tra una stanza e l'altra, magari una stanza é a 20°C e un'altra é a 23 o 25°C oppure ancora peggio a 16 o 17 °C; questa differenza dovrà essere eliminata.

1) In quale modo si misura la temperatura delle varie stanze?

Semplicemente ponendo un termometro al centro della stanza a 1,5 m di altezza da terra ma non appoggiato a oggetti o scaffali, la soluzione migliore consiste nel sospenderlo ad un lampadario legato con una funicella per circa mezz'ora.

2) Come si regola la temperatura delle varie stanze?

Tutti i corpi scaldanti sono provvisti di " Detentori"

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