S.CARLO Elettromeccanica
Consigli sul funzionamento della caldaia - Riscaldamento
S.CARLO Elettromeccanica
Consigli sul funzionamento della caldaia - Riscaldamento
Risparmio Energetico
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Trattamento acque primarie
Vendita ed assistenza
Il risparmio sui consumi e la sicurezza negli impianti di riscaldamento autonomi.
Attenzione!
il testo seguente è valido per le caldaie con bruciatore ad aria aspirata non a condensazione; per quest'ultima tipologia di caldaie le considerazioni di seguito esposte sono valide parzialmente a causa della diversa tecnologia costruttiva.
La diffusione del riscaldamento autonomo, ha portato nelle famiglie un comfort maggiore rispetto al riscaldamento centralizzato ma, indubbiamente dei consumi energetici elevati. La caldaia murale è spesso sconosciuta, come utilizzo, al proprietario; il quale si limita a seguire le scarne indicazioni dell'installatore e/o del manuale d'uso della medesima ed il risultato diventa economicamente gravoso e la sicurezza dell'impianto langue con possibili incidenti dovuti a scarsa informazione.
Possiamo affermare che si può ottenere un risparmio consistente già con la conduzione corretta dell'impianto di riscaldamento. Condurre un impianto, non vuol dire solamente accendere e spegnere la caldaia secondo le nostre esigenze, ma comporta una conoscenza più vasta del problema, alla luce del nostro obiettivo: ridurre tutti gli sprechi.
Per prima cosa (se non abbiamo le valvole termostatiche sui radiatori) dobbiamo pretendere dall'installatore, che il nostro impianto sia dotato almeno di termostato ambiente ma é meglio se abbiamo un cronotermostato.
Il termostato (o cronotermostato) é un elemento indispensabile per il risparmio energetico, infatti questi serve ad accendere e spegnere automaticamente la caldaia in funzione della temperatura impostata ed in modo oggettivo, non secondo la nostra impressione momentanea.
Il termostato ambiente per essere efficace, deve essere installato scrupolosamente secondo le seguenti indicazioni:
- altezza circa 1,5 m dal pavimento;
- lontano da fonti di calore o da spifferi esterni;
- almeno a 50 cm da angoli, mobili o sporgenze che impediscono la circolazione dell'aria;
- deve essere collocato in una posizione centrale che "senta" la temperatura media dell'appartamento.
Una volta in possesso del termostato ambiente funzionante dovremo "armarci" di un po' di pazienza, di un termometro (anche ad alcool del tipo di quelli da muro) e di uno spago abbastanza lungo e procedere con la seconda fase del nostro obiettivo.
Il bilanciamento dell'impianto di riscaldamento. (in assenza di valvole termostatiche)
Per prima cosa, dovremo regolare la temperatura della caldaia (tramite l'apposita manopola) in maniera tale che la temperatura dell'acqua di riscaldamento alimenti i radiatori alla temperatura di progetto degli stessi, cioè 80°C ed il termostato ambiente sia regolato a 20°C.
Qui dobbiamo fare una pausa e spiegare i motivi di una temperatura così elevata secondo taluni.
Una domanda che ci viene rivolta molto spesso é la seguente: "E' vero che tenendo bassa la temperatura della caldaia si risparmia?
La risposta a questa domanda è un tuonante NO!
Infatti:
1) considerando che la maggior parte delle caldaie in esercizio (non premiscelate o a condensazione) è dotata di modulazione automatica secondo la temperatura, e riducendo la potenza della caldaia diminuisce il rendimento del 10% circa ( vedi diagramma in alto);
2) ferma restando la nostra pietra miliare che é il termostato ambiente regolato a 20°C, avendo i corpi scaldanti (radiatori) a 80°C, questi riscalderanno l'appartamento più velocemente poichè l'irraggiamento e la convezione sono in funzione diretta della temperatura del corpo stesso; e comunque non appena la temperatura ambiente arriva a 20°C la caldaia verrà arrestata dal nostro fatidico termostato ambiente. Il tempo di accensione della caldaia risulterà appena maggiore rispetto al solito, ma il tempo di spegnimento risulterà molto molto lungo.
Infatti, prima che la caldaia torni in funzione, si dovrà essere raffreddato tutto l'ambiente. Invece mantenendo bassa la temperatura di caldaia, poniamo circa 45°C, vedremo che la caldaia si accenderà e spegnerà ad intervalli regolari di 3-4 minuti (o peggio a fiamma ridottissima) e prima che l'appartamento si riscaldi passerà parecchio tempo. Se abbiamo un misuratore di gas (contatore), sarà sufficiente fare una lettura comparativa dei due metodi ed i risultati del confronto saranno stupefacenti.
Tornando al nostro obiettivo, dovremo procedere con il bilanciamento dell'impianto. Se misuriamo la temperatura delle varie stanze dell'appartamento, noteremo una grossa differenza tra una stanza e l'altra, magari una stanza é a 20°C e un'altra é a 23 o 25°C oppure ancora peggio a 16 o 17 °C; questa differenza dovrà essere eliminata.
1) In quale modo si misura la temperatura delle varie stanze?
Semplicemente ponendo un termometro al centro della stanza a 1,5 m di altezza da terra ma non appoggiato a oggetti o scaffali, la soluzione migliore consiste nel sospenderlo ad un lampadario legato con una funicella per circa mezz'ora.
2) Come si regola la temperatura delle varie stanze?
Tutti i corpi scaldanti sono provvisti di " Detentori"
i quali sono provvisti della manopola di regolazione. Per regolare la temperatura, é sufficiente ruotare la manopola riducendo quindi il flusso di acqua calda all'interno del radiatore stesso.
3)Di quanto si deve girare la manopola del radiatore?
La regolazione della temperatura, é una manovra che comporta dei tempi lunghissimi e delle regolazioni molto piccole, pertanto occorre iniziare riducendo solamente la temperatura delle stanze che eccedono i 20°C consueti, ruotando la manopola di 1/2 giro per volta. Attenzione!! ad ogni regolazione dovremo far passare circa un giorno intero prima di verificare quale effetto abbiamo ottenuto e quindi controllare nuovamente la temperatura. Pertanto per avere la corretta regolazione di una stanza, potremo impiegare anche tre o quattro giorni. Alla fine del nostro lavoro, avremo la temperatura dell'appartamento correttamente bilanciata e rispondente alle regolazioni che effettueremo sul nostro oramai familiare termostato ambiente. A questo punto potremo dichiararci parzialmente soddisfatti perchè stiamo per porre scacco matto allo spreco di combustibile.
Come avrete notato, la nostra strategia di guerra allo spreco non ha necessitato sin qui di alcuna rinuncia al riscaldamento, ma adesso dovremo affrontare un problema annoso:
La scelta degli orari di accensione.
Normalmente il vostro appartamento non é costantemente abitato durante il giorno e perciò la tentazione di spegnere l'impianto viene naturale ma ciò é errato. La soluzione migliore per condurre la guerra allo spreco, non é quella di spegnere completamente l'impianto, ma é indispensabile ridurre la temperatura ambiente da 20°C a 16°C. Infatti se spegnamo la caldaia, la temperatura ambiente scenderà e alla riaccensione l'ambiente potrà essere sceso molto permettendo che le mura e tutti gli oggetti interni abbiano perso energia. Per poter di nuovo tornare alla temperatura prefissata dovremo spendere per riscaldare nuovamente tutto. La logica del risarmio invece suggerisca di non rompere il cosiddetto "Volano Termico", cioè non togliere troppa energia agli oggetti e alle mura e quindi occorre ridurre solo di pochi gradi.
Se uscendo da casa avremo l'accortezza di posizionare il termostato ambiente su 16 o 17°C, durante la nostra assenza la caldaia probabilmente si accenderà ma solamente per pochissimi minuti, cioè quel tanto che basta per ripristinare il livello energetico. Dobbiamo aggiungere inoltre, che a seconda delle nostre attività in casa, potranno essere scelti livelli di temperatura diversi.
Il problema che si pone, é la costanza di eseguire tutti i giorni agli orari prefissati la pur semplice manovra di regolare la temperatura. Niente paura! la moderna tecnologia ci viene incontro. Tutte le operazioni le può agevolmente eseguire il CRONOTERMOSTATO, che con precisione si ricorderà tutto e volendo, anche secondo le nostre necessità settimanali.
Secondo il testo di legge D.P.R. 412/93, il periodo di riscaldamento ed i tempi di accensione dell'impianto variano secondo le "Zone Climatiche"; per avere informazioni dettagliate circa la nostra zona, sarà sufficiente telefonare in Comune all''ufficio competente o in assenza di questi, al Comando dei Vigili Urbani.
Con le operazioni sopra descritte, saremo sicuri di aver ottenuto un grosso risparmio di combustibile eliminando tutti gli sprechi dovuti a cattiva gestione dell'impianto ma, un ulteriore grosso risparmio lo può procurare il Tecnico, che tutti gli anni dovrò effettuare la manutenzione della caldaia. Una buona manutenzione infatti, comprende la pulizia dello scambiatore di calore, la eliminazione di incrostazioni, la pulizia delle parti del bruciatore che effettuano la miscelazione di combustibile e comburente e la regolazione della portata termica della caldaia. La carenza di quanto appena accennato, può provocare un aumento dei consumi anche di ben oltre il 50% !!!. Il tecnico inoltre ogni due anni dovrà effettuare anche l'analisi di combustione della caldaia e determinare il rendimento (Obbligatorio per Legge) e se la caldaia non rende quanto imposto dalla legislazione sarà necessario sostituirla anche per non incorrere nelle sanzioni amministrative previste.
Il controllo da parte del tecnico di fiducia, servirà inoltre per salvaguardare la nostra sicurezza e petanto sarà nostra cura scegliere un tecnico ben preparato, abilitato per legge ad esercitare la professione ed in possesso di tutte le apparecchiature necessarie per svolgere correttamente l'incarico affidatogli.
La sicurezza ed il risparmio di energia significano anche rispetto per la natura, non dobbiamo aver paura di spendere qualche soldo per controllare la caldaia quando affidandoci ad un tecnico capace, oltre ad avere maggior sicurezza riusciremo ad avere un risparmio ben superiore al costo del tecnico!!.